Articolo di : Federica Caiazzo
Per : https://www.elle.com/

Non è che la società contemporanea stia andando completamente incontro all’ateismo, ma un cambiamento in atto – specialmente tra i millennial – c’è. Chiese, templi e moschee continueranno a esserci come sempre, a testimonianza delle ere passate e a riprova che chi crede (ancora, e in qualcosa) esiste. Ma il Los Angeles Times ha intervistato alcune dozzine di persone tra i 18 e i 40 anni, ed è emerso qualcosa di molto interessante: tarocchicristalloterapia e astrologia sono da considerarsi semplici tendenze (per di più “instagrammabili”)? O il fulcro di una nuova filosofia di vita (spirituale)?

“Gli intervistati sono stati tutti cresciuti secondo i valori di una determinata religione, quali Cattolicesimo, Ebraismo o Buddismo – spiega la fonte – ma, non appena diventati adulti, hanno iniziato a sentire che la fede non rappresentava del tutto sé stessi o ciò in cui credevano”. In particolar modo, l’analisi offre una prospettiva della reazione dei cosiddetti millennial: “Quando abbiamo chiesto loro in quale religione si identificassero, hanno risposto «Nessuna!»”. In parole semplici, la generazione millennial afferma di essere atea o agnostica. Qualche speranza a chi invece ha scelto di credere in Dio, la dà un’altra tipologia di risposta: “Sono spirituale ma non religioso”.

Tradotto: credo (in qualcosa di superiore) ma non professo un culto specifico. Ora, non che la spiritualità sia qualcosa da dover dimostrare a ogni costo, ma come (e dove) percepire quella professata dalla generazione millennial? Sebbene huffpost.com citi un sondaggio condotto dalla Georgetown University nel 2017 come la svolta religiosa del nuovo millennio (negli USA, il 13% delle donne tra i 18 e i 35 anni starebbe pensando di prendere i voti e diventare una sorella cattolica, dimostrando così un riavvicinamento dei giovani alla religione), si vedano anche gli indizi già sopracitati: tarocchicristalloterapia e astrologia. “Questa – spiega al Los Angeles Times il reverendo Jim Burklo, responsabile della vita spirituale alla University of South California – è una tendenza mondiale, certamente americana, che tende verso l’eterodossia. È un’aggregazione di persone dissociate [da una religione specifica] che hanno trovato un modo tutto proprio per dare un senso alla propria spiritualità personale”.

Ma cosa significa essere millennial, figli dell’era dei social e avere persino una propria spiritualità personale? Riflettiamoci: se prima il senso di aggregazione della comunità lo si percepiva soprattutto nelle chiese, oggi la generazionale millennial sa sempre dove darsi appuntamento (Instagram vi dice nulla?). “Con l’avvento dei social media – scrive Jessica Roy su Los Angeles Times – le pratiche divinatorie come l’astrologia, la cristalloterapia e i tarocchi hanno ottenuto uno spazio nella conversazione pubblica. E il fatto che su Instagram appaiano meravigliosi, li aiuta molto”. Lungi da noi essere blasfeme, proviamo a fermare qualsiasi commento in merito alle abitudini delle nuove generazioni riproponendovi il verbo di Gesù: “Non giudicate e non sarete giudicati”.

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