Il tesoro è stato trovato lo scorso ottobre. Le monete celtiche sono le più antiche mai coniate nella regione slovacca (Karol Pieta, Accademia slovacca delle scienze)

Gli archeologi hanno scoperto un tesoro di monete celtiche nel comune di Mošovce, in Slovacchia. Venne sepolto dalla tribù dei Cotini su un ripido pendio dei monti Carpazi, forse come rituale propiziatorio nel corso di una guerra. Tra le 40 monete d’argento vi sono le più preziose che i Celti coniavano all’epoca, i cosiddetti tetradrammi.

«I Celti avevano un sistema di monetazione altamente sviluppato», spiega Karol Pieta, vice-direttore dell’Istituto archeologico dell’Accademia slovacca delle scienze (SAV) a Nitra. «Le monete, pesanti 9-10 grammi, si ispirarono inizialmente alle antiche monete greco-macedoni, ma in modo del tutto originale: significativa è l’immagine di un cavallo in corsa sulla rovescio, mentre sul dritto appare la forma stilizzata di una testa». Ogni tetradramma equivaleva a 4 dracme, che erano le monete più piccole dell’epoca. È molto probabile che siano state coniate con argento di qualità proveniente dai Carpazi occidentali. I Cotini vissero qui dal I secolo a.C. al II secolo d.C., e la regione di Turóc fu uno dei loro centri principali: il potere economico si basava in gran parte sulle risorse naturali come oro, argento e ferro.

Gli archeologi hanno trovato i resti di una custodia, forse una borsa, mentre secoli di erosione del suolo avevano sparpagliato le monete su un’area di 2 m². Già nel 2008 era stato scoperto un tesoro di monete su questo pendio. Un’ipotesi è che i Celti le seppellissero ritualmente in tempi di guerra. «Troviamo monete o frammenti ogni anno, ma mai così tanti. Spesso sono in argento, eccezionalmente in oro», ha commentato Matej Ruttkay, direttore della SAV. «Dobbiamo fare il massimo sforzo per battere i tombaroli, perché ovunque troviamo tracce di qualcuno che ci ha preceduto». Ruttkay ha aggiunto che spera in una legge che possa far collaborare professionisti e cercatori amatoriali come in molti altri paesi.


Il luogo del ritrovamento, nel massiccio montuoso della Grande Fatra (Karol Pieta, Accademia slovacca delle scienze)

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