Le disavventure di una pettinatrice. Querela la presunta diffamatrice ma viene condannata alle spese

Tuttavia la superstizione degli uomini è ancora tale, che, ancor oggi di tanto in tanto, si torna a parlare di «malocchio», di streghe e di fattucchiere. Se n’è parlato anche nella udienza di ieri in Pretura, quando davanti al Pretore avv. Mario Ferrari, sono apparsi i coniugi Regina e Luigi di 25 e 28 anni, da Grontardo, imputati di aver attribuito a tal Rina «qualità istrioniche», secondo quanto dice il decreto di citazione.

Il procedimento penale è stato originato da una querela della signora Rina, nella quale racconta come, verso l’autunno dello scorso anno, avesse notato una sensibile diminuzione di attività nella sua professione di pettinatrice, senza riuscire in alcun modo a spiegarsi perchè mai alcune fra le sue migliori e più affezionate clienti, non si facessero più vive.

La spiegazione l’ebbe un giorno di ottobre in cui una delle poche clienti rimastele, in una confessione tra amichevole e timorosa, le disse di non avere, come le altre, paura, a farsi pettinare da lei, anche se tutti in paese dicevano ormai che era una strega e che aveva gettato il malocchio sulla signora Regina. La povera signora Rina cadde dalle nuvole  ma, essendo finalmente riuscita a sa pere qual’era il motivo per cui la clientela la disertava, decise di andare a fondo nella questione, e di illuminarla di tutta la luce possibile.

Chiese a destra ed a sinistra spiegazioni, e venne a sapere, pur fra mille reticenze e «si dice», che un bel giorno una cugina della signora Regina si sarebbe sognata che la causa della malattia che affliggeva la sua parente era da attribuirsi alla signora Rina che l’aveva stregata.

La voce si diffuse ed acquistò maggior credito allorché una settimana dopo, la stessa signora Regina assicurò di aver fatto anche lei lo stesso sogno. La gente, si sa, non crede, a suggestioni del genere, tuttavia, chi sa perchè il negozio della signora Rina incominciò ad essere sempre più disertato. Che cosa poteva fare la poveretta per rompere il cerchio che le si era formato attorno?

Denunciare i coniugi per diffamazione, e dimostrare, attraverso una sentenza penale quanto infondate ed ingiuste fossero le chiacchiere che erano state sparse sul proprio conto. E così fece, costituendosi parte civile, al fine di ottenere una rifusione di danni. Senonchè nel processo svoltosi a suo carico la signora Regina, pur ammettendo di aver fatto quel sogno, negò nel modo più reciso, di avergli prestato fede, e, ancor più, di aver pubblicamente accusata la signora Rina di averle “gettato” il malocchio.

Così pure  Luigi si è limitato ad ammettere di aver dato, a chi gliele chiedeva, spiegazioni sul sogno della moglie, ma ha recisamente negato di aver propalato insinuazioni o notizie che potessero danneggiare la signora Rina.

E poiché nessuno dei testimoni, pur concordi nell’ammettere che in paese la diceria era diffusa, ha specificamente accusato i coniugi di averla sparsa, il Pretore li ha mandati assolti con formula piena. Ed alla signora Rina, oltre ai danni, è toccata anche di dover pagare le spese del procedimento penale da lei promosso.

D’altronde come si fa condannare un intero, paese perchè soffre di superstizione?

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